Ambiente comune 

Ex cava Conte, Genova chiude alla riapertura: il futuro del Monte Gazzo deve essere verde

Il Comune ha trasmesso alla Regione un parere negativo sul possibile reinserimento dell’area nel Piano delle attività estrattive. Per l’assessora al Verde e all’Urbanistica Francesca Coppola la priorità resta la tutela dei residenti, del paesaggio e dell’equilibrio idrogeologico

Per Palazzo Tursi l’ex cava Conte non deve tornare in attività. La posizione è stata ribadita nel corso della commissione consiliare dedicata al futuro dell’area di Sestri Ponente e al procedimento regionale sul Piano territoriale delle attività di cava.

L’assessora al Verde e all’Urbanistica Francesca Coppola ha chiarito che il Comune di Genova considera incompatibile la ripresa dell’estrazione con le esigenze di tutela del Monte Gazzo e con la salvaguardia della popolazione residente. Tra le principali preoccupazioni indicate dall’Amministrazione ci sono la possibile dispersione di polveri e le conseguenze che nuovi lavori potrebbero produrre sull’assetto idrogeologico della zona.

Il parere contrario è stato inviato alla Regione il 14 luglio ed è stato elaborato congiuntamente dagli uffici comunali dell’Urbanistica e dell’Ambiente. Il passaggio amministrativo in corso riguarda l’eventuale reinserimento dell’ex cava Conte tra le aree disciplinate dalla pianificazione regionale delle attività estrattive.

Questo, ha precisato Francesca Coppola, non comporterebbe una riapertura immediata. Renderebbe però nuovamente possibile considerare in futuro l’area per un’attività di cava. È proprio su questa prospettiva che il Comune ha espresso una netta opposizione.

La pianificazione urbanistica vigente assegna infatti a quel territorio una destinazione completamente diversa. L’obiettivo indicato è trasformarlo in un’area dedicata al verde, allo sport e al tempo libero, favorendo il recupero ambientale e paesaggistico invece di un ritorno all’estrazione.

Una scelta che l’Amministrazione considera coerente con il valore naturalistico del Monte Gazzo, riconosciuto come Zona speciale di conservazione e sottoposto anche a tutela europea. Per il Comune, questo riconoscimento deve rappresentare il punto di partenza per qualsiasi ipotesi sul futuro dell’ex cava.

«La posizione del Comune di Genova è chiara: siamo contrari alla riapertura dell’ex cava Conte di Sestri Ponente», ha dichiarato Francesca Coppola. «Vogliamo tutelare la salute dei residenti e il valore ambientale e paesaggistico del Monte Gazzo».

L’Amministrazione ha quindi formalizzato le proprie valutazioni tecniche e urbanistiche nel rispetto delle competenze regionali, indicando come prioritarie la protezione del territorio, la salute pubblica e la conservazione del patrimonio naturale.

L’assessora ha infine ringraziato gli Amici del Chiaravagna, le associazioni e gli abitanti che da anni seguono la vicenda. Il Comune intende lavorare insieme al Municipio Medio Ponente e alla comunità locale per costruire una destinazione dell’ex cava coerente con il percorso di tutela e valorizzazione già portato avanti sul Monte Gazzo.


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